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Giovedì 23 Agosto 2018
Tutela. Un aumento in due tempi.

E’ già passato più di un mese dall’annuncio degli aumenti di luce (+6,5%) e gas (+8,2%) da parte dell'Autorità e già all’orizzonte si scorgono ulteriori rincari. Diamo qui un punto di vista alternativo per capire cos’è successo ad inizio luglio e cosa ci aspetta nei prossimi mesi.

E’ già passato più di un mese dall’annuncio degli aumenti di luce (+6,5%) e gas (+8,2%) da parte dell'Autorità. Appena uscita la notizia ha sollevato un gran polverone mediatico e a tal proposito sono stati scritti molti articoli con pareri non sempre concordi che riportavano quanto avrebbe speso in più l’ormai famigerata “famiglia media italiana”. Cifre non sempre chiare e di volta in volta utilizzate per accendere gli animi o per gettare acqua sul fuoco. Entriamo anche noi nella disputa, non tanto con l’intento di schierarci da una parte o dall’altra ma, piuttosto, per cercare di offrire un punto di vista alternativo.
 
LE RAGIONI DEL RINCARO. Iniziamo con il dire che i rincari di cui si parla riguardano il mercato tutelato, per il quale è la stessa Autorità a “decidere” trimestralmente il prezzo. Le virgolette stanno ad indicare che anche l’Autorità non è del tutto libera di imporre qualsiasi prezzo: luce e gas sono materie prime il cui costo è influenzato dai mercati internazionali e, volente o nolente, è a quel prezzo che l’energia viene pagata da Autorità e grossisti. La stessa Autorità lo ammette nel comunicato del 28 giugno attribuendo al recente caro petrolio le colpe per l’aumento dei prezzi dell’energia. L’aumento del prezzo del greggio è un dato di fatto: +58% in un anno. Meno chiaro è il ritorno del greggio come indicatore principale di un mercato di luce e gas che da diversi anni si dichiara indipendente dai capricci dell’oro nero. Noi piuttosto pensiamo che più peso dovrebbe esser dato a due fattori: in primo luogo alla stagionalità dei prezzi dell’energia elettrica, storicamente più cara nei mesi estivi per via della maggior domanda da rinfrescamento. In secondo luogo al protrarsi dello scorso inverno anche nei mesi di marzo ed aprile. Questo freddo insolito ha messo a dura prova le riserve di gas di tutta Europa ed ora la maggior domanda di gas per ricostituirle mantiene più elevato il prezzo del metano.
 
DOPPIO AUMENTO. E’ invece passato quasi inosservato un intervento dell’Autorità piuttosto insolito: la riduzione delle altre voci in bolletta elettrica “in modo da ridurre l’aumento di spesa per i clienti domestici e non domestici”. Il mancato introito sarà compensato utilizzando temporaneamente la cassa disponibile, salvo poi prevederne il reintegro “con futuri interventi di recupero sulle medesime utenze”! Se da un lato quindi fa piacere scoprire che l’Autorità è sensibile alle difficoltà che un aumento tanto sostanzioso può creare alle famiglie, dall’altro preoccupa la prospettiva di veder di nuovo aumentare le altre voci della bolletta, che sommate tra loro già pesano più della metà del suo intero importo.
 
AGGIORNAMENTO (23 agosto). Le tensioni sui mercati internazionali di petrolio, gas e carbone non sono rientrate ed anzi il prezzo dell’energia sta facendo segnare i massimi degli ultimi 6 anni in Germania, mercato di riferimento per l’energia europea. Inoltre i prezzi sono insolitamente alti in tutto il Nord Europa, dove sono situati i mercati di riferimento del gas europeo. Con queste premesse è purtroppo davvero difficile pensare che da qui a fine anno l’Autorità possa riuscire ad evitare un ulteriore aumento dei prezzi nel quarto trimestre.
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